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''Tajani sia intermediario per la revisione della Bolkestein''

Dibattito aperto sulla posizione del presidente del parlamento Ue dopo il confronto con gli imprenditori balneari.

articolo pubblicato il 10/07/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

Dibattito aperto tra i balneari sulle dichiarazioni del presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, che sabato scorso in Versilia ha ricevuto una delegazione di imprenditori del settore, ricordando loro che è il governo italiano a dover risolvere l'incerta situazione normativa creatasi con l'applicazione della direttiva sui servizi detta "Bolkestein" che apre alle evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime.

I sindaci di alcune località costiere toscane hanno chiesto a Tajani una proroga di almeno trent'anni (vedi notizia), ma a non convincere tutti i balneari è la pertinenza di questa richiesta. «Gli appelli andrebbero adattati meglio alla carica dell'interlocutore - commenta Piero Bellandi, tecnico esperto in demanio marittimo - perciò al presidente Tajani ho chiesto di mantenere ciò che il Parlamento europeo ha deliberato con risoluzione del 27 settembre 2011, rimasta purtroppo lettera morta». Bellandi si riferisce al testo quadro su "Europa prima destinazione turistica mondiale", che si proponeva, tra l'altro, di valutare le «eventuali ripercussioni negative della direttiva Servizi sulle piccole e medie imprese» e «predisporre misure compensative per l'attenuazione del danno causato dalla direttiva in questione» (leggi il testo completo della risoluzione).

Dello stesso avviso sembra essere la lettera di Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, che non si è unito ai suoi colleghi ma che anzi ha consegnato a Tajani un'altra lettera scritta a titolo personale, dove riepiloga le problematiche vissute negli ultimi dieci anni dalle imprese balneari, chiedendo al presidente del parlamento Ue di farsi intermediario di una revisione della Bolkestein.

«Sono a chiederle di promuovere un nuovo momento di riflessione all'interno sia del parlamento europeo che delle istituzioni nazionali», scrive Del Dotto. «Un nuovo testo normativo, anche modificativo della direttiva, potrebbe definitivamente chiarire l'originaria volontà dell'estensore (l'on. Bolkestein) nel non riferirsi alle imprese balneari per ciò che riguarda la liberalizzazione dei servizi».

«In secondo luogo - prosegue Del Dotto nella sua lettera - nella sua autorevolissima veste di presidente del parlamento europeo, in un ruolo fondamentale di raccordo fra gli ambienti istituzionali comunitari e quelli nazionali, lei potrebbe finalmente assumere il ruolo di facilitatore di un dialogo interistituzionale, finora mai esistito, nell'ambito del quale sia data la possibilità alla Repubblica italiana di modernizzare e riformare organicamente il settore del demanio marittimo conservando, tutelando, promuovendo (e non uccidendo) l'impresa balneare».

Inserito da: Mondo Balneare
10/07/2017

 
 
 
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