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Twiga di Briatore sequestrato per abuso edilizio

Lo stabilimento col marchio del noto imprenditore è accusato di occupazione illegittima e violazione di norme urbanistiche.

articolo pubblicato il 16/05/2017

mondo balneare

Sembra essersi già inceppata l'avventura di Flavio Briatore in Salento: ancora prima dell'apertura, infatti, lo stabilimento balneare che porta il nome del suo marchio "Twiga" è stata posta ieri sotto sequestro per presunti abusi edilizi.

Come ha riportato l'Ansa, nella mattinata di ieri i carabinieri della sezione di Pg della Procura di Lecce, congiuntamente alla polizia provinciale, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti dello stabilimento balneare Twiga Beach Club, il noto marchio dell'imprenditore Flavio Briatore, che per il momento era ancora in fase di realizzazione sul litorale di Otranto. "Il provvedimento di sequestro è a firma del sostituto procuratore di Lecce Antonio Negro; l'ipotesi di reato è di abusivismo edilizio", informa l'Ansa.

In realtà, spiega La Repubblica, Briatore non avrebbe investito un solo centesimo nell'avventura salentina, avendo anzi concesso l'utilizzo del celebre marchio Twiga ed essendosi prestato pure come testimonial (vedi foto in alto). Il noto imprenditore sarebbe anzi parte lesa, tanto che, scrive sempre Repubblica, "a distanza di poche ore dalla notifica del decreto di sequestro la società Cerra srl (proprietaria del terreno di Otranto e dello stabilimento) e la Bilionaire Lifestyle Sarl (proprietaria del marchio Twiga) hanno sospeso la licenza per l'uso della denominazione che avrebbe consentito di accomunare il locale salentino agli altri di proprietà di Briatore".

La decisione è maturata, secondo quanto ha spiegato la società Cerra - "al fine di tutelare il buon nome del Twiga e quello del suo fondatore, Flavio Briatore, che sono del tutto estranei agli accertamenti in corso". L'inchiesta del pm Antonio Negro - che dovrà trovare conferme nelle ulteriori indagini, condotte dai carabinieri e dalla polizia provinciale - ha ravvisato presunte illegittimità nelle autorizzazioni rilasciate dall'amministrazione comunale di Otranto a monte della realizzazione dell'opera e nella successiva realizzazione di manufatti diversi da quelle autorizzati.

Il Twiga di Otranto è di proprietà della società Cerra, formata da imprenditori salentini e presieduta da Mimmo De Santis (presidente di Federalberghi Salento) e non prevede quote di Briatore. De Santis è attualmente indagato insieme al progettista e al direttore dei lavori, Pierpaolo Cariddi, fratello dell'attuale sindaco Luciano e candidato come primo cittadino alle elezioni dell'11 giugno. Le ipotesi di reato contestate riguardano violazioni di norme urbanistiche in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e abusiva occupazione del demanio marittimo.

Inserito da: Mondo Balneare
16/05/2017

 
 
 
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