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Balneari, bufera su Gnassi. Ecco il documento Anci sulle gare anticipate

I sindaci delle città costiere non si riconoscono nelle posizioni espresse ieri in audizione alla Camera.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 28/04/2017

mondo balneare

È articolato in tredici pagine il documento che Andrea Gnassi, sindaco di Rimini e delegato Anci al turismo e demanio marittimo, ieri ha consegnato alle commissioni VI e X della Camera dei deputati per comunicare, a nome di tutti i Comuni costieri italiani, le osservazioni in merito alla legge-delega di riforma sulle concessioni balneari.

>> Clicca qui per scaricare il documento.

Dal testo consegnato da Gnassi risulta piena corrispondenza con le dichiarazioni fatte dal sindaco durante l'audizione, che ha chiesto, tra le altre cose, di dare facoltà ai Comuni di anticipare le gare se sono già attrezzati con i necessari piani urbanistici (leggi il resoconto completo dell'audizione dell'Anci).

E proprio la posizione del sindaco di Rimini ha scatenato accese polemiche: Gnassi ha consegnato un documento e ha parlato per trenta minuti a nome dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, ma numerosi sindaci di località costiere rinnegano il suo discorso e non si riconoscono nelle posizioni espresse dal delegato riminese, accusandolo di non avere interpellato tutti i suoi colleghi per elaborare una posizione comune. Non tutti gli amministratori locali, infatti, sono d'accordo con i contenuti del disegno di legge attualmente in discussione in parlamento, che intende istituire le evidenze pubbliche delle concessioni balneari, sulle quali invece Gnassi ha espresso il suo parere favorevole.

Il comunicato più duro arriva da Angelo Vaccarezza, consigliere della Regione Liguria, che attacca: «Alla fine l’Anci è stata audita alla Camera dei deputati, ma a parlare è stata la sola voce di Andrea Gnassi, sindaco di Rimini che ha chiarito solo la sua posizione in merito al riordino della normativa sulle concessioni demaniali marittime. Ho ascoltato attentamente le sue parole (trasmesse in diretta web, NdR) e trovo inaccettabile che il sindaco Gnassi non abbia avuto la dignità di portare le differenti istanze di tutti i Comuni costieri italiani, ma solo il pensiero delle coop piddinoromagnole».

«Adesso l’Anci, se c’è, deve battere un colpo – continua Vaccarezza – e deve dimostrare che non è solo una scatola vuota, uno strumento nelle mani di una parte politica, o peggio ancora politico-territoriale, che vorrebbe mandare subito le concessioni demaniali all’asta, far entrare le multinazionali e infrangere così i sogni, le aspettative e il futuro di migliaia di imprenditori italiani e di un milione di lavoratori che ruotano attorno al mondo balneare italiano. Il sindaco di Rimini non ha fatto altro che raccontare la sua storia, quella del suo Comune che vuole andare in fretta all’asta, che ha creato una grande cooperativa rossa per “normalizzare” il turismo e gestire tutto il litorale riminese. Peccato che l’Italia con le sue mille sfaccettature abbia insegnato al resto del mondo come si fa il turismo balneare e noi vogliamo preservare quelle peculiarità che fanno unico il nostro Paese. È ora che i sindaci vadano a Roma a raccontare le preoccupazioni dei nostri imprenditori e a difenderne i diritti, il governo deve garantire un futuro a queste trentamila aziende i cui pilastri stanno tremando. Difendendo le nostre imprese, difenderemo le nostre famiglie, la nostra economia, il destino di migliaia e migliaia di lavoratori. Il settore turistico balneare italiano è tanto ambito perché porta solide economie, e diffido da sempre di chi ha fretta di andare alle aste per aprire le porte a chiunque ci voglia mettere le mani sopra, il rischio di far diventare il nostro mare la più grande lavatrice di denaro di dubbia provenienza del mondo è sempre di più dietro l'angolo».

Sul piede di guerra anche il sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti, che ieri ha scritto al presidente della commissione VI per chiedere di essere audito «per esporre la posizione di tantissime amministrazioni rivierasche italiane sugli effetti della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari e sul disegno di legge delega del governo di riordino della materia». Piunti, che lo scorso 8 aprile ha convocato un incontro nazionale tra sindaci proprio per discutere di questa tematica, sostiene infatti di essere su una posizione differente rispetto a quella espressa da Gnassi. Così come numerosi sindaci di Liguria e Toscana, che stanno elaborando un documento in cui si dissociano pubblicamente dal sindaco di Rimini. In particolare, ieri Anci Liguria ha convocato per martedì prossimo a Genova un incontro urgente con i sindaci costieri della regione per discutere sulla legge-delega, invitando anche Gnassi per intavolare un confronto.

Anche il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) ci ha inviato una breve nota su questa vicenda: «Convocare solo Gnassi alla Camera per una audizione Anci sulla penosa proposta di legge contro le imprese balneari è stata una vera provocazione. Questo Gnassi accetta le gare che uccidono le imprese. Si convochino sindaci di ogni orientamento. Comunque sappiate che questa orrenda legge al Senato finirà direttamente nel cestino dei rifiuti».

Unica per ora tra le associazioni di categoria, anche Assobalneari-Confindustria attacca Gnassi. Queste le parole del presidente Fabrizio Licordari: «L'audizione del sindaco di Rimini mi lascia perplesso: dalle polemiche che leggo sulla stampa, emerge che non tutti i sindaci delle località costiere sarebbero stati coinvolti nell'elaborazione del documento presentato da Gnassi, e se così fosse, ciò sarebbe gravissimo e farebbe perdere credibilità all'Anci stessa. Mi chiedo quale sia stata la metodologia che ha portato a elaborare questo documento, poiché non mi risulta che l'Anci abbia lavorato come le Regioni, che si sono riunite per elaborare una posizione comune. In secondo luogo, i contenuti dell'intervento di Gnassi lasciano sbalorditi: un discorso di oltre mezz'ora che ha fatto ragionamenti non pertinenti con l'argomento per cui era stato convocato, parlando di turismo e non andando subito nel merito della riforma. Inoltre Gnassi dà per assodate le evidenze pubbliche, addirittura chiedendo di anticiparle in quei Comuni già pronti con i piani urbanistici. E questo è un sindaco che dovrebbe tutelare gli imprenditori balneari? A me pare che dietro le sue parole ci siano ben altri disegni. Ripensando alle battaglie fatte nel passato, credo di interpretare il sentimento di tutti gli imprenditori balneari italiani dicendo che sentiamo la nostalgia del predecessore di Gnassi come delegato al demanio, Luciano Monticelli, che portava avanti le sue posizioni restando sempre in ascolto della categoria e di tutti i suoi colleghi sindaci».

INTEGRAZIONE: Anche le associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti hanno preso le distanze da Gnassi in due comunicati che abbiamo ricevuto e pubblicato in un secondo momento. >> Clicca qui per leggerli.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:28/04/2017
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