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Spiagge subito a gara: la Calabria anticipa il governo

Approvata la delibera con cui la Regione intende applicare subito la direttiva Bolkestein, istituendo le evidenze pubbliche senza indennizzi.

articolo pubblicato il 20/04/2017

mondo balneare

La Regione Calabria non attende la riforma nazionale sulle concessioni balneari e vuole applicare la direttiva Bolkestein mandando subito le spiagge alle evidenze pubbliche senza alcun indennizzo. Con la delibera di giunta regionale n. 138/17, la giunta calabrese ha infatti appena approvato il disegno di legge n. 229 che contiene alcuni punti che hanno scatenato la protesta degli imprenditori balneari della regione, con il presidente del Sib Calabria Antonio Giannotti che parla di «norma inaccettabile e costituzionalmente illegittima», oltre che del consigliere Fausto Orsomarso (Fdi) che promette battaglia.

In sintesi, la Calabria ha espresso la volontà di applicare direttamente la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, che apre alle evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime, senza attendere il riordino della materia a cui il governo Gentiloni sta lavorando, con un disegno di legge attualmente in fase di approvazione in parlamento.

In particolare, all'articolo 1 comma 4 si legge che "le concessioni demaniali marittime [...] possono essere revocate dai Comuni, senza alcun indennizzo, dopo l'approvazione del PCS, nel caso in cui risultino in contrasto con le previsioni urbanistiche del PCS medesimo", mentre all'articolo 2 comma 1 si stabilisce che "Nelle more dell'emanazione di una organica disciplina della materia, i Comuni adeguano i propri ordinamenti rilasciando le concessioni demaniali marittime nel rispetto dei principi di evidenza pubblica, parità di trattamento, non discriminazione, pubblicità, libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi, ai sensi degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE, nonché in conformità al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in quanto applicabile".

E ancora, al comma 2 dell'articolo 2: "Sono esclusi meccanismi di proroga delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative ulteriori rispetto a quelli previsti dall'articolo 1, comma 18, del decreto legge 20 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, in legge 26 febbraio 2016, n. 25".

Ma il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Fausto Orsomarso non ci sta, e denuncia: «Senza che ancora vi sia stato un riordino della materia a livello nazionale e senza che in alcun modo il governo regionale si sia interessato del problema nelle sedi opportune (quasi come se non fossimo una delle Regioni con più chilometri di costa in Italia), la Regione Calabria starebbe per approvare una proposta di legge, con delibera di giunta, per applicare la Bolkestein e mettere a bando le concessioni demaniali marittime. Se così dovesse essere, è il caso di dire che siamo sempre più ostaggio del qualunquismo e dell’incapacità di combattere per gli interessi dei cittadini. Se tali indiscrezioni dovessero rivelarsi vere, mi batterò affinché non accadano».

Molto duro anche il commento di Antonio Giannotti, presidente del Sindacato italiano balneari - Confcommercio Calabria, che denuncia la grave situazione di pericolo per le attuali imprese balneari, intrapresa dalla Regione «senza nessuna concertazione con i rappresentanti di categoria», in una nota che è possibile leggere cliccando qui.

Inserito da: Mondo Balneare
20/04/2017

 
 
 
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