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Riforma spiagge, Assobalneari in audizione chiede proroga 30 anni

Dopodomani le commissioni parlamentari riceveranno Comuni e Regioni per proseguire l'iter di approvazione del testo, ma l'associazione in seno a Confindustria chiede un prolungamento delle attuali concessioni.

articolo pubblicato il 18/04/2017

mondo balneare

«Auspichiamo di poter spiegare approfonditamente e con documentazioni originali, alle commissioni parlamentari competenti, l'attuale funzionamento delle concessioni demaniali nei paesi diretti concorrenti dell'Italia, perché si possa finalmente fare chiarezza sulla situazione. Confidiamo che si possano così recepire le istanze del nostro settore e difendere gli interessi nazionali». Così dichiara Fabrizio Licordari, presidente nazionale di Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria, ribadendo la richiesta di essere ascoltato in parlamento. Il prossimo 20 aprile giungerà, infatti, in seconda seduta all'esame della Commissione Finanze e della Commissione Industria della Camera dei deputati, il disegno di legge delega di “Revisione e riordino del demanio marittimo”, con l’audizione delle Regioni.

«Contro l'approvazione del disegno di legge si è mobilitata l’intera Assobalneari Italia - spiega Licordari - insieme alle altre principali associazioni di categoria aderenti a Confindustria, Assomarinas (porti turistici), Assitai (campeggi), Ucina (costruttori nautica) e Confindustria Alberghi. In un documento congiunto abbiamo denunciato lo svantaggio competitivo che i concessionari italiani verrebbero a subire se il decreto fosse approvato. Esso di fatto certifica le evidenze pubbliche e consentirebbe a operatori di altri paesi concorrenti di acquisire, tramite gara, la gestione delle nostre spiagge, senza che vi sia per le imprese italiane la possibilità di fare altrettanto in altre aree costiere d’Europa; come la Spagna, il cui governo ha prorogato le concessioni demaniali da un minimo di 30 a un massimo di 75 anni, o come il Portogallo, dove già dal 2007 è stato istituito il diritto di preferenza per il concessionario uscente con concessioni fino a 75 anni».

«Per porre rimedio a questa grave asimmetria – annuncia Licordari – Assobalneari Italia ha richiesto un’audizione presso le commissioni parlamentari Finanze e Industria riunite, per illustrare la necessità che l'Italia approvi almeno una proroga di 30 anni delle concessioni per essere alla stregua dei paesi iberici. Vogliamo far comprendere che se vogliamo sviluppare il turismo costiero nazionale non possiamo immaginare, in un mercato moderno e occidentale, che si possano sviluppare aziende con una scadenza. Il nostro governo ha il dovere di difendere le proprie imprese, i propri imprenditori, l’occupazione e il prodotto Italia che noi rappresentiamo, legiferando a tutela delle imprese e non dandole in pasto a regole partorite da euroburocrati che difendono interessi economici che non collimano con i nostri».

«Nei giorni scorsi come Assobalneari - conclude Licordari - abbiamo presenziato a incontri che si sono tenuti a Bari, insieme ai vertici di Assomarinas e Federturismo, ma anche a Pisticci in Basilicata, a Catania e Lipari in Sicilia, a San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio nelle Marche, a Rapallo in Liguria e a Forte dei Marmi in Toscana. In tutti gli incontri si è registrata una folta partecipazione e, da parte degli imprenditori presenti, una totale condivisione alla linea di Assobalneari Italia. Abbiamo registrato un unanime consenso alla posizione che con fermezza stiamo portando avanti per difendere e tutelare non solo le imprese balneari italiane, ma tutto il sistema turistico costiero nazionale. Per questo motivo chiediamo di essere ascoltati in Commissione per fare presente al parlamento le istanze di tutti quegli imprenditori con i quali ci siamo confrontati direttamente, per manifestare i bisogni di un’intera industria italiana che rischia di essere fortemente danneggiata».

comunicato stampa Assobalneari-Confindustria

Inserito da: AssoBalneari
18/04/2017

 
 
 
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