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Sib: 'Opporsi alla Bolkestein è solo demagogia'

Il vicepresidente del Sindacato italiano balneari, in una nota che riceviamo e pubblichiamo, sottolinea che l'obbligo dell'evidenza pubblica non è legato alla famigerata direttiva europea.

articolo pubblicato il 20/03/2017

mondo balneare

di Antonio Capacchione

È una sciocchezza la recente proposta di mozione presentata da alcuni deputati del Pd in merito alle concessioni dei mercati ambulanti (vedi notizia), sia perché di mozioni sono ormai "piene le tasche", sia perché è insufficiente l'obiettivo che si prefigge in via principale, e cioè «l'esonero degli ambulanti dal decreto legislativo di recepimento della cosiddetta direttiva Bolkestein».

Infatti dovrebbe essere noto a tutti che l'obbligo della pubblica evidenza alla scadenza delle concessioni pubbliche non è sorta con la "Bolkestein" (cioè la direttiva CE1262006 del 12 dicembre 2006, recepita nel nostro ordinamento con il dlg n. 59 del 26 marzo 2010), bensì con la sentenza del Consiglio di Stato n.168 del 25 gennaio 2005 (quindi due anni prima del varo dalla CE della Bolkestein e sei anni prima del suo recepimento nel nostro ordinamento giuridico da parte del parlamento di allora - e tralascio di indicare i partiti che in quel momento avevano la responsabilità di governo: non mi interessa, né intendo favorire nessuno in questo "teatrino" che è diventata la politica oggi! E tralascio anche di segnalare che nel decreto legislativo di recepimento, all'articolo 70 si indicano espressamente "gli ambulanti" mentre dei balneari non si fa espressa menzione).

Il Consiglio di Stato da allora in poi ha "disapplicato", cioè ha ritenuto come se non ci fosse il cosiddetto "rinnovo automatico" o diritto di insistenza sulla base dei principi comunitari (quindi il Trattato) e della Costituzione italiana (art. 97), e successivamente dopo l'entrata in vigore della Bolkestein, anche in riferimento a questa direttiva (con decisioni talora contrastanti). Per cui dovrebbe essere noto a tutti che, se anche non ci fosse la Bolkestein (circostanza in essere fino al 22 aprile 2010 - data di entrata in vigore del dlg n. 592010), e anche se fossimo fuori dall'Europa, l'obbligo della pubblica evidenza alla scadenza non verrebbe meno per il principio giuridico costituzionale del "buon andamento e imparzialità" dell'azione amministrativa.

Che ancora continuino a sostenerlo politici che, ancorché ben pagati, o sono disinformati o sono inclini alla facile demagogia, lo comprendo ma non lo giustifico. Che invece lo dica anche qualche rappresentante sindacale, allora mi preoccupa non poco! Siamo ancora "all'ABC".

Al di fuori degli obiettivi che ci siamo dati (periodo transitorio di trent'anni - e aggiungo "almeno" -, indennizzo con riconoscimento del valore commerciale, sdemanializzazione dell'area di sedime), il resto è solo "fuffa".

Antonio Capacchione è vicepresidente vicario Sib-Confcommercio

Inserito da: Sib
20/03/2017

 
 
 
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