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Riforma spiagge approvata dal governo, il testo integrale e i commenti

Il consiglio dei ministri ha stabilito i princìpi per legiferare entro sei mesi. Pubblicato il testo completo del ddl.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 27/01/2017

mondo balneare

(articolo pubblicato alle ore 10.44 - ultimo aggiornamento ore 17.19)

Il consiglio dei ministri ha approvato stamane il disegno di legge-delega per iniziare la riforma generale delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari, con la volontà di applicare la direttiva europea "Bolkestein" del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi. Ora il testo passerà al esame del parlamento.

Secondo quanto è scritto nel testo, inviatoci dall'ufficio stampa di Palazzo Chigi, il governo avrà sei mesi di tempo per varare la riforma in base ai principi enunciati nel disegno di legge: "adeguato periodo transitorio" (la cui entità dovrà definita nei prossimi mesi) e poi evidenze pubbliche tutelando la continuità aziendale e garantendo il riconoscimento del valore commerciale per chi perderà la propria impresa (anche in questo caso, secondo dei princìpi che saranno definiti con i successivi decreti attuativi). Il governo avrebbe inoltre intenzione di imporre il divieto di detenere più di due o tre concessioni per evitare concentrazioni lontane dal modello della piccola impresa. La legge-delega infine stabilisce le direttive per la riforma dei canoni e per risolvere la posizione degli stabilimenti "pertinenziali". Il tutto rappresenta per ora una serie di princìpi che dovranno essere attuati, e soprattutto quantificati, nei prossimi sei mesi attraverso dei decreti attuativi che saranno molto probabilmente oggetto di serrate trattative tra governo, parlamento, associazioni balneari e Regioni.

>> CLICCA QUI per scaricare il testo del disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri [PDF]. Stiamo approfondendo i contenuti per riassumerli al meglio ai nostri lettori, che nel frattempo possono scaricare il disegno di legge originale.

Il presidente del Sindacato italiano balneari - Confcommercio Riccardo Borgo ha già espresso il suo «giudizio positivo sull'avvio, finalmente, dell'iter legislativo di riforma del settore» e anche Sergio Pizzolante, deputato del Nuovocentrodestra (lo stesso partito del ministro agli affari regionali Enrico Costa, relatore del ddl), ha definito il testo come una «buona legge». Dalla parte opposta, Maurizio Gasparri (Forza Italia) tuona contro la bozza e promette battaglia in parlamento, mentre Cristiano Tomei (Cna Balneatori) esprime la sua «forte preoccupazione».

Il governo ha deciso solo nella tarda serata di ieri di mettere in discussione il disegno di legge nel consiglio dei ministri in programma stamattina alle ore 9, come abbiamo scritto precedente articolo pubblicato all'alba. Il consiglio dei ministri si è concluso pochi minuti fa.

Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa del governo, che riassume i contenuti del disegno di legge, e le dichiarazioni dei rappresentanti politici e sindacali (articolo aggiornato in tempo reale).

Comunicato stampa del governo (fonte)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha approvato un disegno di legge di delega al governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo per favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa. La delega, che mira anche al superamento delle problematiche che la normativa nazionale pone in relazione a quella europea come evidenziate da ultimo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 14 luglio 2016, elenca i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi, prevedendo in particolare modalità di affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, mediante procedure selettive che assicurino imparzialità, trasparenza e pubblicità e che tengano conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative. Dovranno, altresì essere stabiliti adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni entro i quali le regioni potranno a loro volta fissare la durata delle stesse per assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico, prevedendo anche che le regioni, per garantire la pluralità e la differenziazione dell’offerta, possano disporre limitazioni sul numero massimo di concessioni negli ambiti territoriali di riferimento per singolo operatore economico. Proprio per le innovazioni che verranno introdotte, è previsto tra i principi e criteri direttivi un adeguato periodo transitorio per l’applicazione della disciplina di riordino. Il Governo viene, inoltre, delegato alla revisione dei canoni concessori, che dovranno essere determinati con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse. Nel caso di concessioni demaniali di più elevata valenza turistica, il canone è maggiorato e una quota, calcolata in percentuale sulle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio, destinata alla regione di riferimento. Oltre, infine, al coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti, è previsto l’aggiornamento delle procedure, anche mediante la previsione dell’utilizzazione delle tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione, finalizzate al rafforzamento del sistema informativo demanio marittimo.

Dichiarazione di Enrico Costa (ministro agli affari regionali e relatore del ddl): «Il governo è aperto al contributo migliorativo del parlamento, con l'auspicio che questo sia un punto di svolta in un percorso segnato fin qui da troppi 'stop and go'. L'assenza prolungata di una definizione della materia ha infatti determinato sfiducia e preoccupazione per la mancanza di un quadro normativo chiaro, con la conseguente contrazione degli investimenti. La sentenza della Corte di Giustizia non ci ha colti impreparati e sono ben chiari i prossimi passi da compiere. Sarà adesso importante il negoziato con la Commissione Europea».

I commenti dei sindacati balneari

Riccardo Borgo, presidente Sib-Confcommercio: «Non si può che dare un giudizio positivo sull'avvio, finalmente, dell'iter legislativo di riforma del settore che da tempo chiediamo al governo e che a fine del 2016 il ministro Costa, per conto dell'Esecutivo, ci aveva anticipato sarebbe avvenuta entro il mese di gennaio. Sui suoi contenuti ci riserviamo di dare un giudizio di merito quando sarà noto il testo approvato. Si evidenzia che si tratta di un disegno di legge, e non di un Decreto Legge con immediata efficacia, per cui il Parlamento, le Regioni, i Comuni e le parti sociali avranno la possibilità di intervenire sulla formulazione del testo definitivo e nei successivi determinanti decreti legislativi di attuazione. Si tratta di un complesso iter legislativo che evidentemente non può prescindere dal destino della legislatura e quindi con il rischio che non possa giungere a termine. Se così fosse si tratterebbe comunque di un importante seppur tardivo atto politico che segna l'avvio della necessaria riforma di un settore le cui 30.000 imprese e 100.000 addetti diretti hanno bisogno per uscire dall'incertezza e dalla precarietà».

Renato Papagni (presidente Federbalneari): «Finalmente la legge-delega, i cui contenuti rispecchiano le linee guida proposte al governo da Federbalneari, è in in fase di approvazione per mettere in sicurezza il settore balneare. Si parla di criteri certi per le evidenze pubbliche, piani di investimenti e riconoscimento del valore d'azienda. Ora inizierà la fase normativa per la definizione del disegno di legge sulla riforma delle concessioni demaniali. Si iniziamo a intravedere i primi risultati. Appuntamento settimana prossima in Parlamento».

Fabrizio Lotti (presidente Fiba-Confesercenti Toscana): «Finalmente il governo ha approvato il disegno di legge delega per il riordino delle norme che regolano le concessioni demaniali marittime. Un atto fondamentale per garantire il futuro delle imprese balneari, la ripresa degli investimenti del comparto e lo sviluppo del turismo. Fa estremamente piacere constatare che l’articolato della legge regionale 31/2016 della Toscana, approvata con l’obiettivo di dare un contributo per fare uscire le imprese balneari dall’emergenza, risulti coerente con i principi enunciati nel disegno di legge del governo. Fiba Confesercenti Toscana auspica quindi una rapida approvazione da parte del Parlamento e una rapida adozione dei provvedimenti conseguenti da parte del Governo. Siamo tuttavia consapevoli che la delega fissa principi che dovranno essere affermati nel confronto con l’Europa. La nostra organizzazione è pronta al confronto e sosterrà con forza questo percorso. Lavoreremo inoltre affinchè tutte le associazioni dei balneari facciano altrettanto».

Cristiano Tomei (coordinatore nazionale Cna Balneatori): «Siamo fortemente preoccupati per il disegno di legge delega relativo alle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo, approvato oggi dal consiglio dei ministri. In particolare, i criteri indicati per l’affidamento delle concessioni non garantiscono adeguatamente la continuità delle imprese in attività, con il rischio di metterle in ginocchio e di vanificare i costosi investimenti, in corso, di adeguamento delle strutture. Crea ulteriore incertezza, inoltre, la mancata previsione della durata precisa del periodo transitorio intercorrente tra l’attuale e la nuova disciplina delle concessioni».

Giuseppe Ricci (presidente Itb Italia): «L’Itb si dichiara contrarissima allo schema e ai principi enunciati dal disegno di legge con il quale si vuole delegare il governo per riformare il settore. Uno schema che ricalca quanto aveva fino a oggi dichiarato il ministro per gli affari regionali Enrico Costa, e che ci aveva sempre visto tenacemente contrari. Infatti noi non abbiamo mai accettato e nè accetteremo mai l’onta di andare all’asta (o evidenza pubblica che dir si voglia) come fossimo dei falliti. Il governo Gentioni, nell’approvare queste linee guida, ci ha chiaramente fatto capire che non intende ascoltare nessuno, tanto meno i balneari, e fare esclusivamente di testa propria. Noi non accettiamo questo modo di fare, e invitiamo tutte le associazioni che tengono al futuro degli imprenditori balneari a dichiarare senza se e senza ma la propria contrarietà a questo provvedimento. Chiunque dovesse assecondare o sostenere in qualsiasi modo queste proposte che porterebbero ad una rapina “legalizzata” delle nostre imprese, sarà semplicemente considerato un nemico dei balneari e delle nostre imprese. Giù le mani dalle nostre imprese».

I commenti della politica

Tiziano Arlotti (deputato Pd): «Il consiglio dei ministri di questa mattina ha finalmente licenziato la legge-delega per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico ricreativo. Il neogoverno ha dunque mantenuto la promessa di varare la legge entro gennaio. Si tratta di un passaggio importante: per la prima volta dopo tanti anni si mette mano a un riordino complessivo che, nel rispetto delle norme comunitarie, interviene su un settore strategico per lo sviluppo del turismo e l’innovazione del prodotto. Ritengo la legge-delega uno strumento appropriato, perché consente di coinvolgere le Regioni, i Comuni e le autonomie locali (e molti aspetti saranno demandati a tali istituzioni) e di dare attuazione a un percorso che vedrà coinvolte anche le associazioni di categoria nella fase di decretazione attuativa. Fase che dovrà avere, per ciò che mi riguarda, dei tempi celeri. L’Italia ha bisogno di un salto di qualità, di innovare e di investire per essere più competitiva con i Paesi concorrenti e più attraente per sostenibilità ambientale e valorizzazione della qualità delle nostre coste. Il testo della legge delega stabilisce criteri e modalità di affidamento delle concessioni, prevedendo altresì un congruo periodo transitorio, la tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale. Viene valorizzata la professionalità acquisita nell’esercizio delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative. Vengono inoltre rideterminati i canoni concessori con valori tabellari più appropriati rispetto all’attuale sistema, unanimemente giudicato inadeguato e discriminatorio, e si pone l’obiettivo di tutelare i cosiddetti “pertinenziali” con le relative situazioni pregresse. Entro due anni dall’attuazione della delega il Governo potrà intervenire con decreto correttivo e integrativo, così come avviene per tutta la legislazione delegata».

Sergio Pizzolante (deputato Ncd): «Questa mattina la legge-delega sulle spiagge è stata presentata in consiglio dei ministri. È una delega che fissa i principi sui quali costruire il decreto attuativo, dando sei mesi di tempo. Do atto al nuovo governo di voler intervenire, nonostante le intemperie politiche e nonostante le dichiarazioni rigide e ottuse del Commissario europeo di qualche settimana fa (il riferimento è al commissario Bienkowska, vedi notizia, NdR). È stato un errore non presentare la delega mesi fa solo perché eravamo in campagna elettorale per il referendum. Certo, le strumentalizzazioni politico-elettorali non creano l'ambiente migliore per approvare una legge mantenendosi solo sul merito, però non si può più aspettare: se non vogliamo una procedura di infrazione europea, dobbiamo portare a casa nuove e buone regole. La delega fissa principi che il confronto in Europa deve affermare. Non è un fatto banale! Affermare princìpi diversi da quelli espressi dal Commissario europeo è un fatto politico rilevante. Per me è una buona legge. Il confronto in parlamento potrà ancora migliorarla».

Maurizio Gasparri (senatore Forza Italia): «Bisogna cancellare la direttiva Bolkestein per le imprese balneari e il commercio ambulante italiano. Non si capisce perché l'Italia deve fare quello che altri paesi non stanno facendo. Per quanto riguarda il disegno di legge sulle imprese balneari che oggi il governo ha presentato, ci confronteremo in parlamento. Il nostro obiettivo resta quello di evitare una direttiva folle che penalizza un settore fondamentale per l'Italia. Il governo Gentiloni continua a ignorare pervicacemente che la Spagna e il Portogallo hanno dato permessi pluridecennali alle imprese balneari. Invece questo disegno di legge dà un potere di decisione alle singole regioni che potrebbero discriminare l'una o l'altra impresa. Hanno ben ragione quelle organizzazioni, importanti e numerose, che contestano questo disegno di legge. Hanno torto i pochi che piegano la testa, sconfessati dalla base imprenditoriale che conferma, ancora una volta di più, come alcune organizzazioni, si veda la Confcommercio, siano fatte di burocrazie lontane dalla base. Però, siccome si tratta di un disegno di legge che non entra in vigore e deve essere discusso in parlamento, ne faremo coriandoli quando arriverà nelle aule, per difendere la libera d'impresa balneare italiana contro le vessazioni europee che finiranno in coriandoli anche loro».

Paolo Arrigoni (Lega Nord): «Il ddl delega di riordino della normativa in tema di demanio marittimo, lacuale e fluviale a uso turistico ricreativo, che incide direttamente sulle aziende balneari, alberghiere e della ricettività in genere, attive lungo i litorali italiani, è un provvedimento inadeguato e strumentale. Un ddl sbagliato nel metodo, visto che le associazioni di categoria dei balneari sono state tenute all’oscuro del testo, nonché probabilmente tardivo, dettato più da esigenze di carattere elettorale che da una reale volontà di preservare un settore vitale della economia italiana, e che giunge in parallelo alle pessime notizie, provenienti da Bruxelles, che evidenziano la volontà della Commissione europea di sottrarre al parlamento italiano, comprimendola ulteriormente, la potestà legislativa in materia di attività d'impresa disciplinata dalla direttiva Bolkestein. Con questa legge il governo dovrebbe riordinare entro sei mesi un settore messo in ginocchio da un vuoto normativo pluriennale, che ha bloccato un intero comparto, quello turistico-balneare, evidentemente preda di interessi economici oligopolistici internazionali, ma basandosi sul presupposto delle gare pubbliche. Dunque è un provvedimento inadeguato, che non tiene in alcun conto della realtà normativa di altri paesi Ue come Spagna e Portogallo, che hanno assicurato alle loro imprese turistico-balneari condizioni normative di assoluta certezza, garantendo oltre al diritto di insistenza, proroghe fino a 75 anni. Queste tra paesi Ue sono sperequazioni inaccettabili, tollerate dalla miopia di coloro che, avendo la responsabilità politica delle sorti del nostro paese, si mostrano di fatto proni alle mire espansionistiche di chi, con il supporto attivo della Commissione europea, tende a egemonizzare un intero settore produttivo, che costituisce il fiore all'occhiello del turismo italiano. In parlamento la Lega Nord e Noi con Salvini daranno battaglia per ostacolare questo percorso mortale per il tessuto sociale ed economico del nostro paese. In coerenza con i nostri principi confermiamo che qualora con l'aiuto del consenso popolare diventeremo forza di governo, ci impegneremo affinché le piccole e medie imprese italiane operanti nel settore vengano escluse dall'applicazione della direttiva Bolkestein».

 

Marco Affronte (eurodeputato Verdi): «Questo disegno di legge-delega non serve a nulla se non a prendere altro tempo: è solo una pezza messa dopo un ritardo disastroso che l’Italia si trascina da undici anni. La Commissione europea molto probabilmente sarà irritata dall’ulteriore proroga che l’Italia crede, a torto, di meritare. E poi c’è lo strumento: una disegno di legge-delega che lascia al governo una discrezionalità eccessiva: ancora una volta il Parlamento è esautorato e non legifera. Sono pronto a scommettere che anche lo spazio degli emendamenti sarà compresso, perché al momento giusto arriverà l’urgenza di approvare il provvedimento. E poi… Ma quale logica c’è a iniziare un percorso di questo genere con un governo che ha sopra la data di scadenza? Dura di più lo yogurt che ho in frigo!»

Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia): «Dopo mesi di ritardo e rinvii, la montagna ha partorito il topolino. Il disegno di legge delega sul riordino delle concessioni balneari va incontro agli inaccettabili diktat della Commissione europea, che mira a svendere un'eccellenza del turismo nazionale come le nostre 30mila imprese balneari. Questo atto rende ancora più evidente quanto deleterio sia stato da parte del governo attendere la pronuncia della Corte di giustizia UE del 14 luglio 2016 anziché intavolare per tempo un negoziato definitivo con Bruxelles per escludere il comparto dalle aste. Il risultato sbandierato su un presunto 'adeguato periodo transitorio' e sul 'riconoscimento del valore commerciale' sarà ora sottoposto alle costanti ingerenze dei burocrati europei che punteranno ancora una volta a ridurre le tutele per i concessionari. Anche per questo saremo in piazza domani a Roma con Giorgia Meloni, chiedendo che si possa tornare presto al voto, eleggendo un nuovo governo che abbia ben chiaro come salvare un settore vitale per il nostro turismo».

Massimo Baldini (Imprese del Mare): «Il contenuto del disegno di legge assesta un colpo mortale alle aziende turistiche balneari, perché stabilisce che tutta la materia deve essere regolamentata sulla base della direttiva Bolkestein. Con questa impostazione tutto il settore viene gettato in una situazione di gravissima precarietà e non ci sarà più alcuna certezza per il futuro delle aziende balneari. Il governo ha dimostrato ancora una volta di non voler difendere il sistema turistico nazionale e ha confermato la sua totale sudditanza a una Europa che punta a distruggere l’economia italiana. Nel momento in cui il governo italiano abbandona la difesa delle sue imprese balneari, la Spagna e il Portogallo hanno messo in campo una normativa che, ignorando completamente la direttiva Bolkestein, concede alle sue imprese balneari una proroga secca di lunghissima durata. Di fronte a questa catastrofe, crea enorme sconcerto il fatto che alcuni sindacati, che dovrebbero tutelare gli imprenditori balneari, hanno manifestato plauso e soddisfazione per la posizione distruttiva espressa dal governo italiano. Un governo che ha creato danni enormi alla economia del nostro Paese e che, attraverso provvedimenti di questo tipo, demolisce uno dei pilastri del sistema turistico nazionale. Infatti, con questo disegno di legge viene ulteriormente aggravata la situazione economica nazionale perché si scoraggiano gli investimenti, si distruggono le imprese, si espropriano 30.000 imprenditori».

I commenti delle Regioni

Marco Scajola, assessore regionale all'urbanistica della Regione Liguria e responsabile demanio in Conferenza delle Regioni: «Da circa sette anni il governo avrebbe dovuto emanare una normativa per risolvere il problema delle concessioni demaniali a uso demaniale-marittimo: prendiamo atto che solo oggi il governo approva una legge delega che non prende alcuna decisione e si limita a rimbalzare sul tema, delegando il parlamento. Per questo mi ritengo deluso perché non è stato fatto nessun passo avanti rispetto a pochi mesi fa e inoltre non sono state nemmeno preavvisate le regioni. Mi sembra che ci sia poco da gioire in merito. Per questo ho già convocato il tavolo interregionale sul demanio, per fare il punto sul tema, ma personalmente mi ritengo deluso, perché gli imprenditori non avranno da questo ddl nessuna garanzia che invece il governo avrebbe dovuto dare».

Sul tema Bolkestein l’assessore Scajola rilancia sulla proroga trentennale per i balneari e convoca a Roma il 16 febbraio, in qualità di coordinatore, il tavolo interregionale sul demanio. «In questa occasione – continua l’assessore – porterò due proposte qualificanti che potrebbero essere adottate dalle altre regioni. La prima riguarderà una legge che qualifichi, tuteli e riconosca i balneari, come patrimonio culturale ed economico, del nostro territorio; la seconda proposta, più articolata, entrerà nel merito delle concessioni demaniali e, come punto saliente, avrà l’estensione della concessione demaniale fino a 30 anni».

Nel corso della riunione del tavolo interregionale del demanio, spiega il comunicato di Scajola. verrà affrontato il tema Bolkestein e l’esame del disegno di legge delega sul riordino della normativa sulle concessioni demaniali emanato dal Governo e verranno esaminate anche le proposte arrivate dalle regioni in materia. Nel frattempo l’assessore Scajola riunirà, venerdì 3 febbraio, le associazioni balneari liguri, attraverso il tavolo appositamente costituito nella sede della Regione Liguria per fare il punto sulla situazione e concordare la linea da seguire nei confronti del governo.

Andrea Corsini (assessore regionale al turismo dell'Emilia-Romagna): «Questa legge-delega è un passo in avanti importante per l’approvazione di un testo organico sulle concessioni demaniali e, soprattutto, premia il lavoro fatto dalla Regione Emilia-Romagna che ha operato col governo, le altre amministrazioni regionali e i parlamentari del territorio costiero romagnolo per arrivare a questo risultato. Un mio personale plauso va all’esecutivo e, in particolare, al ministro Enrico Costa. Il testo approvato tutela il lavoro e la professionalità delle imprese, riconosce il valore commerciale delle aziende e crea le condizioni per dare certezza al lavoro degli imprenditori balneari. Auspichiamo che il governo possa approvare i relativi decreti attuativi entro il termine della legislatura».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:27/01/2017
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