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Mare sicuro, scattano i sequestri di ombrelloni

Sono centinaia le rimozioni di attrezzature lasciate sulle spiagge libere di tutta Italia per prenotare il posto in prima fila l'indomani. Il reato di occupazione abusiva di suolo pubblico.

articolo pubblicato il 09/08/2016

mondo balneare

Chi andando sulla spiaggia libera fin dall'alba non ha mai trovato in prima fila sdraio e ombrelloni senza un padrone, lasciati lì dal giorno prima? Ora per chi ha quest'abitudine sono tempi difficili. La Guardia Costiera, attraverso l'operazione "Mare sicuro", ha dichiarato guerra all'ombrellone selvaggio e sono centinaia i sequestri scattati in tutta Italia, dalla Toscana alla Calabria, passando per le coste di Abruzzo e Sardegna.

La brutta abitudine di lasciare l'attrezzatura in riva al mare, occupando abusivamente suolo pubblico, è antica e i sequestri restano l'unica soluzione: chi si presenterà a reclamarne la proprietà riceverà una multa di 200 euro. Ricomprare tutto - penserà chi viola il divieto - costa meno.

La guerra è solo all'inizio e la lista dei beni sequestrati si allunga di giorno in giorno: 37 sdraio e 30 ombrelloni lungo 100 metri di arenile demaniale a Marina di Cecina, nel livornese; almeno 200 tra sdraio e ombrelloni a Roseto Capo Spulico, nel cosentino; un centinaio ad Ascea, nel salernitano. A Castiadas, nel cagliaritano, rinvenuti anche canotti salva-posto sotto gli ombrelloni incustoditi; a ridosso della riva si lasciano persino asciugamani e costumi da bagno.

«Siamo intervenuti per reprimere una violazione che è frutto di un diffuso malcostume e di mancanza di rispetto per i vacanzieri in regola», spiegano dagli uffici della Capitaneria di porto di Livorno. I responsabili dell'occupazione abusiva di suolo pubblico sono ignoti e lo resteranno, ma l'operazione "Mare sicuro" non si fermerà, perché «tra gli obiettivi c'è tutelare la collettività da ogni forma di abuso che limita il diritto d'uso del mare e delle spiagge».

fonte: TgCom24

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:09/08/2016
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