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Spiagge, l'UE respinge la riforma italiana: 'Troppi privilegi'

Dalla Commissione europea delle critiche durissime al disegno di legge esposto a Bruxelles dal sottosegretario Gozi: 'Sistema costruito per tutelare gli attuali concessionari'

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 28/07/2016

mondo balneare

di Alex Giuzio

No al riconoscimento del valore commerciale, niente paletti a favore degli attuali concessionari, vietata qualsiasi ulteriore proroga alle concessioni in essere: sarebbero dei «vantaggi indebiti» per tutelare la situazione esistente sugli stabilimenti balneari italiani anziché aprire alla concorrenza. Lo ritiene la Commissione europea, che ha demolito i principali punti della riforma architettata dal governo Renzi e che sarebbe addirittura pronta a recapitare al Portogallo una procedura di infrazione per dimostrare ai nostri balneari che la disparità di trattamento di cui parlano non esiste.

Le posizioni dell'Ue sono emerse con chiarezza nel corso di un vertice tra la direttrice generale della commissione europea alla crescita Lowri Evans e il sottosegretario italiano agli affari europei Sandro Gozi, recatosi lo scorso 20 luglio dalla commissaria per presentare il progetto di riforma delle concessioni balneari in seguito alla sentenza europea che ha bocciato la proroga al 2020. Un incontro a porte chiuse, ma di cui siamo venuti in possesso del verbale, che fa emergere quanto le posizioni della Commissione europea siano ben più dure rispetto alla sentenza della Corte di giustizia.

Il sottosegretario Gozi si è recato dalla commissaria insieme a Lucia Serena Rossi e Daniela Gottuso, tra i tecnici incaricati dal governo a seguire la riforma delle concessioni balneari, e ha esposto il disegno di legge ricevendo alcune pesanti contestazioni dalla Evans: «Le misure di indennizzo devono essere adeguate e proporzionate, ma ove diventassero eccessive o si creasse una preferenza ovvia per gli attuali esercenti, configurerebbero una chiusura al principio di libera concorrenza, a solo vantaggio degli attuali concessionario», ha detto per esempio il commissario europeo, citato nel verbale, smontando uno dei punti della riforma più importanti per gli imprenditori balneari.

E ancora, non è mancata la contrarietà al riconoscimento del valore commerciale: «Riconoscere un valore di avviamento oggetto di un pagamento da parte del nuovo concessionario a quello uscente - ha aggiunto la Evans - potrebbe configurare un vantaggio indebito per gli operatori attuali». Nonostante la dottoressa Rossi abbia difeso questa proposta, citando «la costante giurisprudenza costituzionale sulla parità di trattamento», il commissario Evans ha ribadito le sue «forti perplessità» sulla questione.

Molto perentorio anche il divieto di favorire l'esperienza degli operatori nella definizione dei punteggi per le procedure di evidenza pubblica: «Il nuovo quadro dovrebbe guardare al futuro e non al passato», ha commentato il commissario Ue. «È quindi necessario presentare un sistema che faciliti l'ingresso di nuovi operatori e non sembri costruito per tutelare quelli attuali».

L'unico aspetto a cui il commissario Evans non si è opposto è quello del periodo transitorio («per la Commissione è necessario concordare un calendario per l'effettiva applicazione del nuovo sistema, comprensivo di un eventuale periodo transitorio»), ma dal verbale non emerge a quanto ammonti la durata proposta dal governo italiano.

Infine, un'altra questione scottante riguarda la procedura di infrazione che l'Unione europea sarebbe pronta ad aprire contro il Portogallo, che avendo nel 2007 esteso fino a 75 anni la durata delle attuali concessioni balneari, è da sempre uno dei cavalli di battaglia dei sindacati italiani di categoria nel denunciare la disparità di trattamento. Nel corso dell'incontro, infatti, Gozi ha sottolineato «le pressioni delle varie associazioni di operatori balneari che, nel promuovere i propri legittimi interessi, puntano il dito su asserite difformità di trattamento da parte della Commissione europea», citando proprio la lunghissima proroga varata dal Portogallo e mai contestata dall'Ue. «In tale contesto - ha proseguito Gozi - è molto difficile convincere i concessionari italiani ad accettare un'apertura del mercato che sembra colpire solo l'Italia». Accuse alle quali il commissario Evans ha ribattuto in maniera eloquente: «A seguito della recente sentenza, non è escluso che verranno aperte nuove procedure contro altri paesi».

Insomma, si annunciano purtroppo altri tempi bui per gli imprenditori balneari italiani: il governo potrà infatti non accettare le osservazioni della Evans e far valere la pronuncia della Corte europea, ben più aperta rispetto alle posizioni della Commissione emerse da questo incontro, oppure al contrario si piegherà ai diktat di Evans e colleghi. Cosa accadrà si potrà sapere solo a settembre, quando si terrà un nuovo incontro operativo tra Gozi e la Evans. Certamente, ai commissari Ue un viaggio sulle spiagge italiane non farebbe male, per entrare in contatto con una realtà economica di cui sembrano non avere ancora compreso la reale portata.

Scarica il verbale completo

>> Clicca qui per scaricare il verbale dell'incontro tra Gozi ed Evans (PDF).

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:28/07/2016
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