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Approvata la legge salva-spiagge: balneari di nuovo in regola

Un emendamento al decreto Enti locali restituisce validità alle concessioni dopo la bocciatura da parte della Corte Ue. Ma per la riforma occorreranno altri 18 mesi.

Autore: Alex Giuzio

articolo pubblicato il 19/07/2016

mondo balneare

di Alex Giuzio

È stato approvato ieri, nel tardo pomeriggio, l'emendamento al decreto Enti locali che vuole salvare gli stabilimenti balneari italiani dalla situazione "fuorilegge" in cui si trovano da giovedì scorso, dopo che la Corte di giustizia europea ha bocciato la proroga al 2020 (vedi notizia). L'emendamento stabilisce che, riguardo alle concessioni balneari, "conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti".

Questo il testo approvato dalla commissione Bilancio della Camera:

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:
3-bis. Nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, ed assicurare l'interesse pubblico all'ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti in base all'art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.
3-ter. All’art. 1, comma 484, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, sono soppresse le parole “alla data del 30 settembre 2016, entro la quale si provvede” e le parole “il rilascio,”.
Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente: “Misure urgenti per il patrimonio, le attività culturali e turistiche”.

Con questa norma, dunque, gli attuali imprenditori potranno continuare a lavorare con delle concessioni nuovamente in regola finché il governo non varerà la riforma generale del demanio marittimo, che però, tra la discussione della legge-delega e l'approvazione dei decreti attuativi, potrebbe entrare in vigore non prima del 2018. Ieri, in fase di discussione alla Camera, il sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta ha infatti confermato che la legge-delega sarà presentata solo a ottobre e avviata a 2017 inoltrato. La bozza di legge, di competenza di diversi ministeri (turismo, economia, affari regionali), è al momento nelle mani del premier Renzi dopo che il ministro Costa ha coordinato i lavori per giungere a un testo il più possibile condiviso.

L'emendamento salva-spiagge, presentato dal deputato Antonio Misiani (Pd) in quanto relatore del dl Enti locali, aveva la massima priorità tra quelli in calendario, vista la situazione di emergenza. Il testo approvato ieri elimina anche l'attuale termine del 30 settembre 2016 entro il quale, in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016, sarebbe dovuta arrivare la riforma delle concessioni demaniali marittime. Togliendo questo termine, sono salve anche le circa trecento concessioni pertinenziali che altrimenti sarebbero decadute a causa dell'applicazione dei valori Omi che ha reso i loro canoni impossibili da pagare.

Gli altri emendamenti bocciati

Ieri in commissione Bilancio sono stati presentati i più svariati emendamenti sulle concessioni balneari, da quello di Deborah Bergamini (Forza Italia) che voleva prorogare le concessioni di 30 anni, a quelli del Movimento 5 Stelle che prevedevano una immediata messa a gara. Ma tutti sono stati bocciati in favore di quello del Partito democratico, firmato dal relatore Misiani, che ricalca quello redatto nei giorni scorsi da Sergio Pizzolante (Ncd) e Tiziano Arlotti (Pd).

La soddisfazione delle associazioni balneari

«Si tratta di un passo importante per la nostra categoria - dichiara Riccardo Borgo, presidente del Sib-Confcommercio - in quando ridà un minimo di stabilità alle nostre imprese e ci consente di affrontare la seconda parte dell’estate con il massimo impegno e maggiore ottimismo. Come è noto il nostro obiettivo è quello di arrivare a una riforma organica che, oltre a rilanciare gli investimenti, deve ridare un futuro certo alle imprese esistenti, anche in conformità a quanto espresso da tutte le forze politiche e dalle regioni. Altrettanto importante è il provvedimento che riguarda i canoni pertinenziali che lega la moratoria (in scadenza il 30 settembre prossimo) alla revisione organica del canone».

Dello stesso avviso Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba-Confesercenti: «Un provvedimento che finalmente dà certezza alle imprese balneari, anche se solo nel breve termine. Si tratta ora di lavorare con tutte le forze politiche impegnate nella stesura della nuova normativa da approvare secondo le aperture favorevoli contenute nel pronunciamento della Corte di giustizia europea. Solo così si potrà ridare alle imprese balneari la forza e la prospettiva per tornare a investire in quello che deve continuare a essere l’eccellenza del turismo italiano».

Aggiunge Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori: «Dopo il provvedimento salva-spiagge, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si lavori per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività. Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di giustizia europea aprono uno scenario importante sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario” su scala regionale e comunale. È ora necessaria un’immediata convocazione del tavolo tecnico tra governo, Regioni, Comuni e sindacati per arrivare a una proposta forte e condivisa che, dopo la norma-ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative».

La strategia del governo

Ora che è stata approvata la norma-ponte, nelle prossime settimane il governo chiederà al parlamento la delega per riformare le concessioni balneari, presentando il testo di legge a cui ha lavorato negli ultimi mesi. Ma i tempi tecnici di questa riforma richiederanno non meno di un anno e mezzo - e l'emendamento votato ieri serve proprio a evitare che le concessioni balneari rimangano così a lungo in un vuoto normativo.

Resta l'incognita sull'entità del periodo transitorio che il governo, tramite il ministro agli affari regionali Enrico Costa, ha più volte promesso di concedere alle attuali imprese balneari in virtù degli investimenti che hanno effettuato sulla base di un precedente contratto di rinnovo automatico delle concessioni, poi abrogato. Ora che la Corte di giustizia europea si è infatti categoricamente espressa contro il concetto di "proroga indistinta" come era appunto quella bocciata, occorrerà un'attenta definizione tecnica di "periodo transitorio" da concedere alle imprese, prima ancora di trattare sulla sua entità (che le associazioni balneari continuano a quantificare in 30 anni, ma senza avere ancora trovato l'appoggio del governo).

Restano positivi, invece, gli altri aspetti che la sentenza della Corte Ue ha aperto e che saranno ripresi nella riforma del governo Renzi: «Per quanto riguarda la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto», sostiene la sentenza, lasciando così aperto uno dei punti su cui le associazioni balneari hanno sempre insistito nel portare avanti la strategia del "doppio binario" (periodo transitorio per le attuali concessioni e immediate evidenze pubbliche solo per le spiagge ancora libere) e rimandando al nostro paese la responsabilità di scegliere.

Ma soprattutto, sostiene la sentenza, «una giustificazione fondata sul principio della tutela del legittimo affidamento richiede una valutazione caso per caso che consenta di dimostrare che il titolare dell’autorizzazione poteva legittimamente aspettarsi il rinnovo della propria autorizzazione e ha effettuato i relativi investimenti». Dunque, pur ricordando che «una siffatta giustificazione non può essere invocata validamente a sostegno di una proroga automatica istituita dal legislatore nazionale e applicata indiscriminatamente a tutte le autorizzazioni in questione», la sentenza apre a una sorta di calcolo da applicare concessione per concessione. Dopodichè, per gli stabilimenti balneari arriveranno molto probabilmente le evidenze pubbliche che le associazioni di categoria hanno contrastato per tanti anni: ma anche in questo caso, il governo ha promesso che i meccanismi di assegnazione terranno conto in misura elevata della professionalità acquisita, istituendo delle premialità tali che per gli attuali concessionari sarà difficile farsi portare via la propria impresa. Se questo corrisponde a verità, si potrà però sapere solo quando sarà uscito il testo di legge che il governo non ha ancora reso pubblico.

Inserito da: Alex Giuzio
Articolo pubblicato il:19/07/2016
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