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Ostia, balneari pronti all'autocritica. 'Ma non siamo mafiosi'

Un comunicato del Sindacato italiano balneari Lazio in seguito all'apertura di tre varchi sul lungomare di Ostia.

articolo pubblicato il 16/04/2015

mondo balneare

«C’è una diffusa soddisfazione nei confronti dell’azione delle forze dell’ordine tesa a estirpare il malaffare anche dal nostro quartiere, ma assistiamo increduli all’immagine che passa del litorale di Roma e della sua imprenditoria, una comunità corrotta e infiltrata dalla mafia». Ad affermarlo è Fabrizio Fumagalli, presidente del Sib Lazio, in seguito all'apertura di tre varchi a Ostia lungo i muri che impedivano il libero accesso alla spiaggia.

«Siamo convinti che si possa restituire un poco di serenità a questa comunità - continua Fumagalli - consentendo all’imprenditoria di Ostia di spiegare che, forse, siamo le vittime del malaffare, soprattutto di una incertezza politica e amministrativa non adeguata a gestire una centralità cittadina importante, il lungomare di Ostia, che avrebbe dignità analoga al centro storico della Capitale».

Mentre si attende che la magistratura definisca nel merito la legittimità dell’atto e, soprattutto, delle procedure adottate, il Sib Lazio vuole sottolineare ed evidenziare che tutti hanno titolo ad accedere alla spiaggia attraverso gli ingressi di servizio degli stabilimenti balneari, utilizzando camminamenti puliti, assistiti e certamente più sicuri dei varchi.

Apprendiamo con soddisfazione che, oltre a intervenire sui ‘varchi’, certamente poca cosa rispetto alle legittime aspettative del Lido di Roma, il sindaco della capitale Ignazio Marino considera il litorale come la “seconda centralità” di Roma. Questa volontà ci riempie di speranza e restituisce a Ostia il ruolo di servizio legato al tempo libero dei romani e dei turisti, valori questi ignorati, nei fatti, dalle precedenti amministrazioni che, in pratica, hanno relegato il Lido di Roma al ruolo di periferia.

La Legge Finanziaria del 2006 ha chiarito che il concessionario ha l’obbligo di consentire a tutti di raggiungere la battigia anche ai fini della balneazione. Con l’attuale normativa, quindi, i varchi sono superflui, l’accesso alla battigia è garantito dagli ingressi degli stabilimenti balneari e dalle spiagge libere esistenti. C’è solo una sostanziale differenza: evitando di passare attraverso l’ingresso dello stabilimento balneare non si è soggetti alle indicazioni che il gestore ha l’obbligo di fornire (ad esempio: limitazioni di accesso per cani, biciclette, pesca eccetera; oppure gli obblighi per la sicurezza).

Partendo dal principio che l’interesse pubblico è prevalente e coincide con i bisogni dei clienti - cittadini o turisti che siano - va valutato se l’equilibrio tra le varie tipologie di servizi balneari offerti è ancora attuale o se vanno aumentate le spiagge libere o modificata la proposta degli stabilimenti balneari esistenti, soprattutto nella zona urbana.

La frattura irrisolta tra la città e la sua spiaggia ha impedito, di fatto, la rinascita della “città turistica”. Volendo essere concreti, crediamo sia indispensabile ripensare il lungomare in modo stabile, dandogli funzioni diverse da quelle di raccordo anulare di Ostia: se faremo questo, si apriranno altre opportunità per gli stabilimenti balneari coinvolti, ma soprattutto per i cittadini di Roma.

Appare evidente che il motivo vero della frattura tra la città e la spiaggia è l’organizzazione del lungomare - comprese le visuali. Immaginare che siano i balneari a frenare l’evoluzione del lungomare verso una maggiore qualità urbana è ingiusto, su questo tema ci sentiamo di garantire la piena collaborazione di tutti i colleghi.

«Dal Sindaco di Roma Ignazio Marino e dal presidente del Partito Democratico Matteo Orfini - conclude Fabrizio Fumagalli - ci aspettiamo l’apertura di un dialogo, certamente più utile alla città, e la comprensione che la controparte non è il clan dei Casalesi, ma un sistema produttivo e sociale fatto di piccole imprese familiari, che tra i tanti demeriti, hanno garantito a Roma servizi di eccellenza nel rispetto di regole che la città si è data».

comunicato stampa Sib Lazio

Inserito da: Sib
16/04/2015

 
 
 
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