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Cirio: 'Imprese balneari discriminate, Renzi le tuteli'

L'europarlamentare del Ppe lancia una petizione e si propone di coordinare i colleghi italiani nel lavoro di difesa degli stabilimenti balneari italiani.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 19/12/2014

mondo balneare

di Alex Giuzio

Gli imprenditori balneari hanno un nuovo alleato a Bruxelles: si tratta dell'europarlamentare Alberto Cirio (Ppe), che oggi ha lanciato una petizione per la tutela degli stabilimenti balneari italiani dalla minaccia di evidenze pubbliche, aperta dall'applicazione della direttiva europea Bolkestein, e dalla differenza di trattamento rispetto alle imprese di altri paesi Ue. Cirio ha lavorato al documento insieme ad Angelo Vaccarezza, responsabile dell'ufficio permanente italiano a Bruxelles sulla direttiva Bolkestein, e intende coordinare tutti gli europarlamentari italiani nel lavoro di difesa delle imprese balneari della nostra penisola.

«Occorre sancire il sacrosanto diritto delle imprese balneari italiane a competere ad armi pari con le imprese degli altri paesi: Spagna, Portogallo e Croazia hanno applicato la normativa in maniera diversa rispetto a noi e hanno ottenuto fino a 105 anni di durata delle concessioni o il riconoscimento del diritto di insistenza», afferma Cirio presentando la sua petizione, indirizzata al premier Matteo Renzi per invitarlo a «condividere in prima persona questa "battaglia europea" a tutela dell'Italia e delle imprese balneari» e a «sostenere senza indugio e con ogni strumento parlamentare idoneo questa battaglia in difesa di imprenditori onesti che chiedono esclusivamente di poter continuare a lavorare e a dare lavoro in un regime di parità di regole con i colleghi stranieri».

L'iniziativa intende sensibilizzare il capo del governo sulle gravi difficoltà delle imprese balneari, le cui concessioni demaniali scadranno il 31 dicembre 2020 senza che, trascorsi tre anni dall'abrogazione del rinnovo automatico per allinearsi con le disposizioni europee, sia stata ancora varata una riforma per il riordino generale della materia, come invece hanno fatto altri paesi che hanno ottenuto lunghe proroghe per le concessioni già in essere.

Cirio ha inviato oggi una lettera aperta agli imprenditori balneari per presentare la sua iniziativa, che depositerà in Commissione Petizioni il 27 gennaio: «Già quando svolgevo l'incarico di assessore in Piemonte – esordisce Cirio – ho avuto modo di affrontare le tematiche della Bolkestein (in quella sede riferita alle concessioni delle piste da sci) e ora sto cercando in generale di capire cosa realmente possiamo ancora fare a livello di Parlamento europeo. In questi mesi ho incontrato in Italia diversi esponenti del mondo balneare, cercando di mettere insieme le diverse campane, e in ultimo il 22 novembre scorso sono stato invitato a Genova all'assemblea regionale del Sindacato Italiano Balneari, la più grande associazione che raduna gli imprenditori balneari italiani, in lotta contro un certo modo di intendere l'applicazione della direttiva Bolkestein».

«Ho deciso di supportare gli imprenditori balneari - prosegue Cirio - innanzitutto facendo leva su due petizioni presentate da alcuni di loro e che giacevano nei cassetti della Commissione PETI. Il 27 gennaio, infatti, queste due petizioni saranno discusse e vorrei avere, in quella sede, l'occasione per mettere a confronto il punto di vista delle categorie produttive da un lato e della Commissione europea dall'altro, con noi politici a esercitare il nostro ruolo: trovare delle soluzioni che soddisfino le esigenze dei cittadini che rappresentiamo».

Questo è il motivo per cui, spiega Cirio, ha elaborato la petizione: «Si tratta ancora di una bozza - precisa l'europarlamentare - in cui insisto affinché venga sancito il sacrosanto diritto delle imprese italiane a competere ad armi pari con le imprese degli altri Paesi: in particolare Spagna, Portogallo e Croazia hanno applicato la normativa in maniera diversa rispetto a noi e hanno ottenuto fino a 105 anni di durata delle concessioni o il riconoscimento del diritto di insistenza. Come sapete, la materia è molto delicata e controversa, ma credo che conveniate sul fatto che abbiamo la speranza di tutelare i balneari italiani se e solo se, come deputati al Parlamento europeo, siamo in grado di assumere una posizione comune».

«So che alcuni di voi stanno già lavorando da tempo per raggiungere una soluzione, e mi permetto di aggregare ulteriori forze perché ora ci sono nuovi elementi da considerare per un risultato positivo e definitivo. Infatti credo che la materia potrebbe cambiare di prospettiva, alla luce dell'effettiva applicazione che la Bolkestein sta avendo a livello di altri Paesi europei. Non possiamo permettere che le nostre aziende siano discriminate rispetto a quelle straniere concorrenti. Visti i precedenti, in particolare i tre che ho citato, diventa palese quanto solo un'azione comune di noi deputati italiani possa tutelare le nostre aziende contro le concorrenti degli altri Paesi».

Cirio invita gli imprenditori balneari a inviare «commenti e riflessioni che portino alla sottoscrizione da parte di tutti, indipendentemente dai partiti di appartenenza, a favore del nostro modello turistico. È mia intenzione depositarlo in sede di Commissione Petizioni il 27 gennaio a supporto delle istanze presentate dagli imprenditori italiani».

Il testo della petizione è scaricabile cliccando qui.

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:19/12/2014
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