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L'UE apre alla modifica della direttiva Bolkestein

Il commissario al mercato unico Bieńkowska ammette le difficolt italiane di adeguarsi alla normativa, e si dice disponibile ad andare incontro al nostro paese.

articolo pubblicato il 06/10/2014

mondo balneare

di Alex Giuzio

Un'apertura importante, seppure prudente, a favore di una modifica della direttiva Bolkestein che salvi gli imprenditori balneari italiani dalle evidenze pubbliche. È quella pronunciata dal commissario europeo al mercato unico Elżbieta Bieńkowska (nella foto), che nei giorni scorsi ha risposto a un'interrogazione dell'eurodeputata Lara Comi (Ppe) in merito all'errata applicazione della famigerata direttiva europea, che minaccia la scomparsa delle 30.000 piccole e medie imprese italiane insistenti sul demanio marittimo.

Questa la domanda di Lara Comi: «C’è un evidente problema con la Direttiva Servizi, la cosiddetta Bolkestein. Le PMI sono penalizzate da questa direttiva. ll problema non è il recepimento, ma la direttiva stessa, e in questo momento di crisi non possiamo permetterci di indebolire ulteriormente le piccole e medie imprese. Anzi, vogliamo davvero aiutarle? Allora bisogna modificare la Direttiva Bolkestein. Lei, commissario, è disposta a negoziare con ogni stato membro le modifiche necessarie in modo da implementare il mercato interno e nello stesso tempo avere delle PMI competitive e che tornano a produrre?».

Questa la risposta del commissario Bieńkowska: «Ci sono molti dati che dimostrano che la direttiva servizi abbia ridotto le procedure e le formalità amministrative per tutte le imprese, soprattutto le PMI, ma continuerò ad ascoltare le piccole e medie imprese e a parlare con tutti gli Stati membri per capire quali sono gli ostacoli esistenti nell'attuazione e nel recepimento di questa direttiva. So che ci sono dei paesi, come l'Italia, che hanno già modificato la propria normativa per adeguarsi alla direttiva, e la Commissione sta dialogando con questo paese su eventuali modifiche della normativa. Continueremo a discutere di questo tema con il governo italiano e gli eurodeputati, perché effettivamente, come segnala a ragione l'on. Comi, nel caso di alcuni paesi queste procedure di recepimento sono annose e molto lunghe».

In seguito alla risposta del commissario, Lara Comi ha divulgato un commento per incalzare il governo italiano: «Ora, di fronte alla disponibilità della commissaria, cosa aspetta Renzi a venire in Europa a negoziare quei necessari cambiamenti che permetterebbero alle nostre PMI non solo di non chiudere ma di poter crescere in un mercato interno UE dal potenziale enorme? Renzi sia concreto e agisca – davvero – nell’interesse delle PMI».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:06/10/2014
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