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Ue, Bolkestein in revisione: imprese balneari verso la salvezza?

Il commissario Maria Damanaki ha ammesso i vincoli troppo stringenti della direttiva che minaccia le evidenze pubbliche delle concessioni balneari, parlando di una nuova strategia a favore delle attuali imprese costiere e dell'ambiente.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 17/03/2014

mondo balneare

di Alex Giuzio

L'Unione europea intende incentivare il turismo balneare e la difesa dell'ambiente costiero tramite una revisione della direttiva Bolkestein. Lo ha annunciato il commissario europeo agli affari marittimi e alla pesca, Maria Damanaki, nel corso di un incontro tenutosi stamane ad Atene tra le commissioni parlamentari europee competenti in materia di demanio marittimo. La Damanaki ha ammesso che «la direttiva Bolkestein applicata alle concessioni balneari pone vincoli troppo stringenti», e dunque «la nuova direttiva darà più flessibilità ai singoli Stati per poter tener conto di queste differenze».

Ancora non sono stati diffusi i dettagli di questa possibile revisione, soprattutto per quanto riguarda l'eventualità di scongiurare le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Ma la notizia è stata ripresa da numerosi politici italiani ed europei, scatenando un immediato tam tam mediatico. Per il momento occorre prudenza, ma si tratta comunque di un positivo segnale di apertura da parte della Commissione europea.

Le premesse di questo cambiamento sono contenute nella nuova strategia europea per il sostegno del turismo costiero e marittimo, illustrata alcune settimane fa dalla Damanaki e da Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile di industria, imprenditoria e turismo. L'obiettivo di questa strategia, hanno dichiarato i due commissari, è «rilevare le potenzialità di crescita sostenibile del turismo costiero e marittimo e creare posti di lavoro».

È già da un anno che a Bruxelles si lavora su una nuova direttiva europea per la tutela e lo sviluppo delle coste, anche al fine di conseguire gli obiettivi di 'Europa 2020' per la crescita e l’occupazione in Ue. Ne avevamo parlato in un articolo del 15 marzo 2013, ma ora i contenuti di questa strategia sono molto più precisi. Maria Damanaki e Antonio Tajani hanno parlato di una serie di 14 azioni concrete in cui gli Stati membri, gli enti locali e gli operatori turistico-balneari avranno un ruolo di primo piano: tra questi interventi figurano l’agevolazione di una cooperazione e di un dialogo paneuropei più stretti fra tutti gli attori del settore costiero, lo sviluppo di partenariati pubblico-privato, e la promozione delle competenze, dell’innovazione e dell’ecoturismo; nonché gli interventi di prevenzione e gestione dei rifiuti e di scarico di rifiuti in mare. Nessun riferimento diretto agli stabilimenti balneari, ma, visto il loro ruolo fondamentale in questo settore, appare difficile escluderli da una strategia che riguarda il turismo costiero. Tra l'altro, la Damanaki ha dichiarato che «il settore turistico rappresenta la maggiore attività economica legata al mare e il perno dell’economia di molte regioni costiere dell’Europa: abbiamo quindi la responsabilità di aiutarlo a svilupparsi e a prosperare».

L’Italia, che vanta circa 7500 chilometri di costa, é tra i paesi europei che più dovrebbero raccogliere la sfida per consolidare la posizione del settore turistico-balneare, quale motore essenziale dell’economia blu in Europa. Ciò vedrebbe gli imprenditori balneari in primo piano, poiché portatori di competenze specifiche costruite nell'arco di generazioni. Per questo, i politici che hanno ripreso la notizia non hanno esitato a parlare di una revisione della direttiva Bolkestein per evitare le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime, che anziché incentivare il turismo costiero lo hanno paralizzato, bloccando gli investimenti. Ora non resta che lavorarci sopra.

Da Bruxelles, l'europarlamentare Carlo Fidanza (capogruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale) ha infatti invitato il governo italiano ad agire il prima possibile per tutelare le imprese balneari: «Dopo che l'Unione europea, per bocca del commissario europeo agli affari marittimi e alle coste Maria Damanaki, ha aperto alla revisione della direttiva Bolkenstein sul turismo balneare, diventa cruciale e improcrastinabile che il governo si impegni per tutelare le trentamila aziende italiane del comparto. L'inerzia nell'affrontare il problema di questo settore strategico per la nostra economia si è tradotta in mancati investimenti e minor gettito sia per le imprese balneari che per lo Stato. È dunque necessario che il governo Renzi ponga immediatamente fine all'assenteismo governativo che dura da due anni e mezzo e tuteli fattivamente il nostro turismo, che non ha bisogno di slogan ma di interventi chiari, immediati e risolutivi».

Da parte delle forze di centrosinistra al governo, Armando Cirillo, in qualità di responsabile del turismo per il Partito Democratico, ha parlato di «un'importante apertura da parte della Commissione europea», che «invita le forze di maggioranza a dare continuità al lavoro iniziato il 12 marzo a Roma». Ha inoltre aggiunto la senatrice Pd Manuela Granaiola: «Finalmente uno spiraglio di luce dalla Commissione europea per le nostre imprese balneari. Forse l'ultima riunione della delegazione del Pd con gli imprenditori del settore, come quelle di altre forze politiche, sta dando i suoi frutti. Forse, a forza di spiegare, si piegano anche le barriere di incomprensibili e ottusi preconcetti o forse si fanno emergere gli interessi poco chiari che stanno dietro la mancata volontà di risolvere i problemi. Ora bisogna solo fare in modo che questo governo, che fino ad ora si è dimostrato rapido e veloce nell'attuazione dei suoi progetti, prenda in mano questa luce, la porti a Bruxelles e illumini le menti dei soggetti decisori su quanto da anni stiamo cercando di far capire a tutti».

Positivi i commenti anche dalle forze di centrodestra. Così Maurizio Gasparri (capogruppo Forza Italia in Senato): «Anche l'Europa apre alla revisione della direttiva Bolkenstein sul turismo balneare. Si tratta di una direttiva che penalizza l'Italia, perché non tiene conto delle specifiche caratteristiche del nostro territorio e in particolare delle nostre coste. Ora anche l'Ue si rende conto che ci sono peculiarità di ogni singolo paese che vanno rispettate ed esigenze specifiche degli operatori del settore da tutelare. È una battaglia, quella per il riconoscimento delle ragioni dei balneari, che abbiamo condotto da lungo tempo e della quale deve farsi carico con immediatezza anche l'esecutivo. C'è un tavolo di concertazione istituito nello scorso governo che è indispensabile riconvocare. Non abbiamo ancora chiaro cosa Renzi intenda fare per difendere questo settore strategico, fondamentale per l'economia e il turismo del nostro Paese. Vogliamo che si abbattano gli attuali vincoli sulle imprese balneari, si riapra il tavolo di trattative e si diano segnali incisivi per risollevare le sorti di migliaia di piccole imprese. Attendiamo risposte immediate».

E Ignazio Abrignani, che oggi ad Atene era a capo della delegazione italiana per la Camera dei deputati, aggiunge: «Ho molto apprezzato la risposta del commissario europeo competente agli affari marittimi e alle coste, Maria Damanaki, sul problema dei nostri balneari. Nel mio intervento ho segnalato la peculiarità delle coste italiane e la particolare storia del turismo balenare, messo in crisi dalla vecchia direttiva Bolkestein alla quale non doveva sottostare, nonché le iniziative da porre all’attenzione del governo italiano per superare tale crisi. La commissaria Damanaki ha ammesso le difficoltà da me poste e ha confermato che, nella nuova direttiva in merito per il settore, ci sarà la via d’uscita per risolvere la situazione: meno vincoli stringenti e più attenzione alle specificità di ogni singolo Paese. Ritengo pertanto che il governo italiano non abbia a questo punto più alibi a risolvere tale situazione riprendendo la proposta emersa nel precedente governo dal tavolo convocato dal sottosegretario Baretta che invito pertanto a riconvocare immediatamente».

Infine Sergio Pizzolante, per conto del Nuovo Centrodestra, ha dichiarato che «le notizie che arrivano da Atene sulla questione dei balneari confermano quanto sostenuto da me e dal viceministro Casero nel recente incontro con le associazioni di categoria. L’obiettivo è far valere le ragioni di trentamila aziende italiane del settore balneare. Ci tengo a evidenziare che sulla questione del diritto di superficie c’era stata la disponibilità dell’Europa. Tali proposte erano già contenute in un mio emendamento alla legge di stabilità che poi ho trasformato in un progetto di legge che ho presentato alla Camera. Grazie al Nuovo Centrodestra, il governo sta lavorando per definire quanto prima un tavolo di lavoro con le forze di maggioranza per definire la soluzione sulla quale chiudere un accordo con l’Europa».

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:17/03/2014
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