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Trivellazioni a cinque miglia marine, danni incalcolabili

Sabato a Pescara un'iniziativa di protesta contro l'abbassamento del limite da 12 a 5 miglia marine per l'estrazione di idrocarburi dal mare

Autore: Anci

articolo pubblicato il 11/04/2013

mondo balneare

Scongiurare le trivellazioni in mare entro le cinque miglia, alla ricerca di idrocarburi, e porre all’attenzione nazionale il problema derivato dall’applicazione del decreto legge del 22 giugno 2012 (cosiddetto ’decreto sviluppo’), che riduce da dodici a cinque le miglia entro le quali sono possibili le trivellazioni alla ricerca di petrolio. È questo il senso dell’iniziativa ‘No petrolio per l’Abruzzo, regione verde d’Europa’, che si terrà sabato 13 aprile a Pescara, e alla quale parteciperà il sindaco di Pineto e delegato Anci al demanio marittimo Luciano Monticelli.

«Quello della ricerca in mare di idrocarburi – commenta Monticelli – è un problema che non riguarda solo l’Abruzzo ma, in prospettiva, tutte le città marine italiane. Con il decreto sviluppo si è più che dimezzata la distanza entro la quale è possibile trivellare i fondali marini. Dalle precedenti dodici miglia (previste dallo schema di decreto di riforma del codice ambientale dell’allora ministro Prestigiacomo, NdR), si passa ora a sole cinque miglia. Questo vuol dire che le aziende che si occupano di estrazione potranno intervenire sui nostri mari con rischi ambientali incalcolabili».

La manifestazione di Pescara sarà incentrata sul progetto ‘Ombrina mare 2’ (nella foto), approvato circa un mese fa dal ministero dell’ambiente, che conferisce alla multinazionale inglese Medoil la possibilità di installare un impianto a sei chilometri dalla costa dei trabocchi (compresa tra i comuni di Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro); impianto di circa 350 metri che si occuperà della desolforazione del greggio estratto dai fondali marini.

La piattaforma, inoltre, sorgerà ad appena nove chilometri dalla riva e a circa a sei chilometri dal sito di interesse comunitario Fosso delle Farfalle. «La deriva petrolifera in Abruzzo – aggiunge Monticelli – è da scongiurare, e occorre far uscire dalla dimensione locale il problema delle trivellazioni marine. Proprio a questo fine, nelle prossime settimane, insieme al delegato Anci all’ambiente Tommaso Sodano, incontreremo i rappresentanti di Wwf e Legambiente».

Inserito da: Anci
Articolo pubblicato il:11/04/2013
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