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News Campania

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Siglato protocollo tra balneari Fiba e Legambiente per tutelare le tartarughe

L'annuncio è arrivato in occasione dell'apertura di un nuovo centro di recupero in Cilento.

Autore: Mondo Balneare

articolo pubblicato il 28/05/2019

mondo balneare

Legambiente e i balneari di Fiba-Confeserenti hanno celebrato la "Giornata mondiale delle tartarughe" aprendo una nuova struttura per la salvaguardia di questi animali e siglando un protocollo d'intesa per la loro tutela. Giovedì scorso, in occasione della ricorrenza istituita dall'American Tortoise Rescue nel 2000 per promuovere la conservazione di tutte le specie di tartarughe nel mondo e contribuire a difenderle dai pericoli che minacciano la loro sopravvivenza, è stato infatti inaugurato il "Marine Turtle Center", una nuova struttura a Pioppi di Pollica (Salerno) dove svolgere attività d'informazione e sensibilizzazione nei confronti di pescatori, operatori del turismo, turisti e popolazione locale, accogliere animali in difficoltà da trasferire in modo adeguato nei centri di recupero, organizzare attività di monitoraggio delle spiagge e il controllo delle possibili nidificazioni.

Grazie al progetto europeo "TartaLife" per la riduzione della mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale, all’interno del "Museo Vivo del Mare" situato nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è stato allestito un apposito spazio con vasche di stabulazione dove ricoverare temporaneamente esemplari di tartaruga catturati accidentalmente o rinvenuti in difficoltà in mare, in attesa del trasferimento, nel minor tempo possibile e con le dovute attenzioni, nei centri specializzati per le cure in vista della loro successiva liberazione. Un'iniziativa resa possibile anche grazie all'adesione dell'associazione Fiba-Confesercenti, che ha firmato un apposito protocollo d'intesa per diffondere tra i suoi associati l'adesione a questa campagna.

«Siamo molto contenti di inaugurare questa struttura, che potrà svolgere le sue attività anche grazie alle donazioni ottenute con la campagna di adozione simbolica delle tartarughe marine "Tartalove", su un tratto di costa abitualmente frequentato dalle tartarughe Caretta caretta», ha dichiarato il responsabile aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti. «Analogamente a quanto sta avvenendo in altre località, la struttura può essere anche promotrice della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori di stabilimenti balneari per individuare i "lidi amici delle tartarughe". Un'iniziativa che ha già avuto molto successo in Toscana, con numerosi lidi che hanno deciso di adottare le nostre linee guida per spiagge a misura di nido, e che oggi lanciamo qui con la speciale e preziosa adesione della Federazione italiana imprese balneari (Fiba-Confesercenti) che ha scelto di firmare un protocollo d’intesa ad hoc per diffondere tra i suoi associati questa campagna».

Così Maurizio Rustignoli, presidente Fiba-Confesercenti, spiega i motivi del protocollo: «Abbiamo condiviso questo progetto con grande convinzione, consci dell’importanza del tema della ecosostenibilità. Gli operatori balneari della Fiba sono molto attenti ai temi della sostenibilità balneare: preservare il mare, le spiagge e le zone limitrofe è fondamentale. Con convinzione portiamo così avanti una collaborazione che abbiamo da tempo con Legambiente, e che ci ha portato a sposare sin da subito questo nuovo progetto, in quanto riteniamo essere una scelta di civiltà. Un plauso speciale, per l’attenzione dimostrata su questo progetto, voglio farlo al collega Raffaele Esposito, presidente di Fiba Campania nonché coordinatore di una commissione della nostra associazione specializzata sulle tematiche ambientali».

Nel complesso, rende noto Legambiente, sono oltre 130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che ogni anno, nel Mediterraneo, rimangono vittima di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70 mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40 mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23 mila nelle reti da posta, per un totale di 133.000 catture accidentali con oltre 40 mila casi di decesso. «Considerando nel calcolo anche tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni che dai paesi africani si affacciano sul Mediterraneo - stima l'associazione ambientalista - si arriva più verosimilmente a una stima di 200 mila catture e proporzionalmente a circa 70 mila decessi».

«Ma non è solo la pesca a minacciare questa specie», sottolinea la nota di Legambiente. «I rifiuti in plastica infatti sono i materiali più frequentemente rinvenuti nell’organismo delle tartarughe ricoverate nei nostri centri. La plastica erosa dall’acqua e dagli agenti atmosferici si frammenta ma non sparisce mai completamente. Le tartarughe, come i pesci e gli uccelli marini, rimangono intrappolate nelle fibre più resistenti oppure ingeriscono i frammenti con conseguenze terribili, dal blocco dell’apparato gastrointestinale all’impossibilità di immergersi o di nutrirsi normalmente».

«Le tartarughe marine hanno bisogno di noi», prosegue l'associazione ambientalista. «Per questo è importante aprire e sostenere i centri di recupero diffusi sulle coste italiane e sensibilizzare tutti coloro che amano e hanno a che fare con il mare, a partire dagli operatori balneari. Il protocollo firmato dalla Fiba ci consentirà infatti di ampliare significativamente il numero degli arenili "amici delle tartarughe" che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove. L’adesione al protocollo impegna gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine».

All’inaugurazione del Marine Turtle Center hanno partecipato molti ospiti, tra i quali Stefano Di Marco (responsabile Progetti Speciali di Legambiente), Valerio Calabrese (responsabile Museo Vivo del Mare), Stefano Pisani (sindaco di Pollica), Tommaso Pellegrino (presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni), Antonio Briscione (presidente Parco Regionale Riserva Foce Sele Tanagro), Raffaele Esposito (presidente regionale Fiba-Confesercenti Campania), Vittorio Rambaldo (pescatore), Orlando Paciello (presidente Ordine Medici Veterinari di Salerno), Michele Buonomo (segreteria Legambiente Campania), Antonio Nicoletti (responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente).

Inserito da: Mondo Balneare
Articolo pubblicato il:28/05/2019
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