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News Veneto

Italia state state state state state state state state state state state state state state state

Estensione concessioni balneari, Sib sollecita Comuni ad agire

L'invito del presidente Capacchione all'assemblea sindacale di ieri a Caorle.

Autore: Sib

articolo pubblicato il 18/02/2019

mondo balneare

Si è tenuta ieri a Caorle (Venezia) l’assemblea degli imprenditori balneari organizzata da Sib-Confcommercio e Unionmare Veneto, intitolata "Legge 145/2018: tutela delle attività balneari. Uno strumento per garantire stabilità e investimento". All’assemblea erano presenti il presidente nazionale del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, il presidente Unionmare e Sib Veneto Leonardo Ranieri, il sindaco di Caorle Luciano Striuli, il vicegovernatore del Veneto Gianluca Forcolin, il dirigente del turismo del Veneto Mauro Viti, il capo dipartimento della Direzione marittima del Veneto Piero Pellizzari e la deputata Giorgia Andreuzza.

«Occorre superare il ritardo dei Comuni nell'applicazione della legge che ha disposto il differimento quindicennale della scadenza delle concessioni», ha detto Capacchione nel suo intervento. «Tale ritardo mette a rischio gli investimenti necessari alla ricostruzione degli impianti balneari distrutti dalle mareggiate, alle innovazioni e ai miglioramenti per meglio affrontare la competizione nel mercato internazionale delle vacanze. È un ritardo ingiustificato perché le modalità operative sono state già indicate e chiarite in occasione di precedenti proroghe: un provvedimento vidimazione o un atto ricognitorio. Le Regioni, nel doveroso esercizio dei poteri di indirizzo e coordinamento, ben potrebbero aiutare i Comuni nel ribadire quanto già contenuto nelle precedenti circolari regionali, analoghe a quelle nazionali, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti». 

«Allo stesso modo - ha aggiunto Capacchione - il governo e il parlamento devono procedere, con speditezza e senza indugio, alla riforma del settore per metterlo in sicurezza eliminando tutti i fattori di precarietà che si sono accumulati nel corso degli ultimi decenni. È francamente anacronistico e sconcertante che questo cruciale settore economico del Paese sia ancora disciplinato dal Codice della navigazione risalente del lontano 1942. Questa riforma deve partire, a nostro avviso, dalla soluzione del problema dei pertinenziali: di quelle poche centinaia di famiglie che sono costrette a pagare canoni ingiusti e insostenibili».

Inserito da: Sib
Articolo pubblicato il:18/02/2019
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