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News Abruzzo

Italia state state state state state state state state state state state state state state state

Impugnata la legge dell'Abruzzo sul legittimo affidamento ai balneari

Il consiglio dei ministri solleva il conflitto di competenze sul provvedimento che vuole evitare le evidenze pubbliche sugli attuali stabilimenti.

articolo pubblicato il 07/07/2017

mondo balneare

di Alex Giuzio

Il governo italiano ha impugnato la legge regionale dell'Abruzzo sulle concessioni balneari, che istituisce il "legittimo affidamento" agli attuali titolari degli stabilimenti. La legge non è sospesa ed è tuttora in vigore: l'impugnativa, arrivata appena due mesi dopo l'approvazione del provvedimento, solleva però un presunto conflitto di competenza su cui si dovrà esprimere la Corte costituzionale.

Sul demanio marittimo è infatti in corso una vera e propria battaglia tra Stato e Regioni: la materia è di carattere prettamente nazionale, ma non essendo ancora stata portata a termine una legge statale che regolamenta le concessioni balneari dopo il vuoto generato dalla direttiva europea Bolkestein, che ha portato all'abrogazione del rinnovo automatico delle concessioni aprendo alle evidenze pubbliche, molte Regioni sono andate avanti per conto proprio con delle leggi regionali puntualmente impugnate dal consiglio dei ministri: solo due settimane fa è toccato al Friuli (vedi notizia), e prima ancora a Toscana, Campania, Emilia-Romagna. Le leggi in questione erano mirate in vario modo a difendere la posizione degli attuali titolari degli stabilimenti, ma il governo non ha accettato che le Regioni si assumessero questa competenza sul demanio marittimo. Le impugnative non riguardano quindi i contenuti della legge, ma solo il conflitto di competenza.

La legge regionale n. 30 dell’Abruzzo, intitolata "Tutela del legittimo affidamento dei concessionari balneari" e approvata lo scorso 27 aprile, prevede che “nell’esercizio delle proprie funzioni i Comuni garantiscono che il rilascio di nuove concessioni avvenga senza pregiudizio del legittimo affidamento degli imprenditori balneari titolari di concessioni rilasciate anteriormente al 31 dicembre 2009”, evitando dunque le procedure di evidenza pubblica per chi è già titolare di una concessione.

Nelle ragioni che sostengono l'impugnativa, decisa con delibera del 28 giugno scorso, il consiglio dei ministri sostiene che “dettando una disciplina regionale dell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, la legge regionale abruzzese è invasiva delle competenze in materia di tutela della concorrenza e di ordinamento civile, riconosciute in via esclusiva allo Stato, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione”.

«Ora ci batteremo in Corte costituzionale per far valere le nostre ragioni», commenta il consigliere Luciano Monticelli (Pd), autore della legge regionale dell'Abruzzo. «L'impugnativa, che per ora non va a intaccare la validità della legge, è più che altro un atto politico che rivendica la competenza statale in materia di demanio marittimo. Abbiamo già fatto prevenire la nostra difesa e siamo pronti a portare le nostre ragioni davanti alla Corte».

Dello stesso avviso è Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna Balneatori: «Lotteremo per difendere la legge regionale, che risponde in maniera efficace alla direttiva europea Bolkestein che vuole invece distruggere il turismo balneare italiano, mandando sul lastrico migliaia di famiglie per fare spazio alle multinazionali. La legge regionale dell'Abruzzo a nostro parere è solida, poiché in linea con la sentenza della Corte di giustizia europea "Promoimpresa" che il 14 luglio 2016 ha riconosciuto proprio il principio della tutela del legittimo affidamento». Principio che, tra l'altro, sta tentando di essere inserito anche nel disegno di legge governativo sulle concessioni balneari attualmente in fase di discussione alla Camera, con alcuni emendamenti presentati anche da esponenti della maggioranza (vedi notizia).

«Inoltre - prosegue Tomei - la legge dell'Abruzzo non prevede, come avvenuto in altre leggi regionali, delle proroghe di durata predeterminata, ma vuole solo tutelare il lavoro e gli investimenti già effettuati dagli imprenditori balneari, senza peraltro scalfire il principio della libera concorrenza, dal momento che sulle spiagge italiane c'è enorme spazio per nuove iniziative imprenditoriali».

Sull'impugnativa intervengono anche i consiglieri regionali di opposizione Lorenzo Sospiri e Mauro Di Dalmazio (Forza Italia): «Questa notizia lascia in un clima di incertezza tanti piccoli e medi imprenditori abruzzesi che non procederanno con gli investimenti con conseguenti effetti negativi sulla qualità dell’offerta turistica. L’impugnativa era stata da noi ampiamente prevista, ma nonostante questo, abbiamo comunque sottoscritto la legge per un sentimento di unità sul tema, e abbiamo a tal fine momentaneamente accantonato la nostra proposta di legge sull’argomento che, a nostro avviso, era più funzionale e presentava meno criticità sotto questo profilo. Ora attendiamo lumi dal governo regionale che dovrà o costituirsi in giudizio per difendere la legge o, ritenendo presumibile la bocciatura della stessa, convergere sulla nostra proposta».

Inserito da: Mondo Balneare
07/07/2017

 
 
 
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